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Il digiuno può essere utilizzato al fine del dimagrimento?

 

Oggi chiariremo se il digiuno è utile o meno ai fine di un dimagrimento.

Ognuno di noi ha attraversato periodi di digiuno più o meno lunghi per un’influenza, per scelta o per situazioni circostanziali. Più in generale, la storia dell’uomo ha visto periodi di carestia e guerre in cui ci si alimentava con difficoltà ma, vista la nostra capacità di adattamento, si parla di “flessibilità metabolica” per la quale siamo stati in grado (e lo siamo ancora) di sopravvivere anche in situazioni di estrema privazione.
Questo adattamento non si concilia con il periodo storico che stiamo vivendo (per lo meno nei paesi Occidentali), in cui l’eccesso calorico cui siamo sottoposti giornalmente ha dato seguito all’obesità e tutte le patologie ad essa correlate (per esempio: diabete, infarto del miocardio, ictus, dislipidemie, ecc.).
Per questo, di recente, si è portata l’attenzione al digiuno, pratica adottata da sempre per diverse finalità: politiche e religiose, ma anche di tipo salutistico in quanto strumento terapeutico finalizzato alla “detossificazione” e al dimagrimento.
Ma cosa avviene realmente nel nostro organismo durante il digiuno? In termini biochimici, i meccanismi che si innescano sono diversi, sia di tipo metabolico che ormonale, e sono connessi alla durata. Dobbiamo quindi differenziare il digiuno: come astensione totale dagli alimenti (ma non dall’acqua!) per un periodo superiore alle 24h oppure parziale in tempi limitati durante il corso della giornata, minori alle 24h, associabile al digiuno notturno o ad una ripartizione dei pasti in un intervallo limitato di orari (per esempio, dieta mima-digiuno o digiuno intermittente).
Il digiuno parziale, riscontrabile più facilmente nella quotidianità, a livello metabolico genera una situazione di deficit energetico nel quale il nostro organismo, al fine di garantire tutti i processi vitali e, in particolare, il mantenimento della glicemia (quantità di glucosio nel sangue), va ad impiegare tessuti specifici, quali le riserve epatiche di glucosio e il tessuto muscolare in toto per mantenere tutti i processi vitali di organi e tessuti, tra cui cervello e globuli rossi. Vista l’esigua quantità di zuccheri (glucosio) che siamo in grado di immagazzinare, vengono costantemente impiegati e “rigenerati” (anche a partire dalla frazione proteica muscolare) per il mantenimento della glicemia.
Quindi le nostre riserve adipose non verranno utilizzate durante il digiuno? La risposta purtroppo è no o in minima parte, soprattutto se praticato in maniera casuale, abbinandolo ad una dieta proteica carente. Infatti, se si vuole impostare un giusto protocollo di dieta finalizzato al DIMAGRIMENTO vero e proprio (alias una perdita di massa grassa, nonché una perdita di peso in termini qualitativi), si deve cercare di evitare periodi di digiuno completo e prolungati e/o di praticare un’attività muscolare intensa senza controbilanciare le perdite della frazione proteica a cui giornalmente andiamo incontro.
Per cui il mio consiglio è quello di evitare il fai-da-te, facendoti affiancare da professionisti nell’ambito della nutrizione per comprendere i tuoi fabbisogni in termini di nutrienti, partendo dalla frazione proteica, alla quale affiancare un contesto di dieta ipocalorica o lievemente ipocalorica. Questo per ridurre l’introito energetico che, come mostrato da recenti evidenze scientifiche, sembrerebbe favorire vie metaboliche positive per la nostra salute come la chetogenesi, la lipolisi e l’autofagia, andando a ridurre così lo stress ossidativo e l’infiammazione sistemica e migliorando al contempo la resistenza allo stress psico-fisico.

Lucio Piermarini

 

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