fbpx

Che differenza c’è tra mangiare e nutrirsi?

 

Il nostro corpo è potenzialmente una macchina perfetta!
Ma come ogni macchina per avere ottime prestazioni bisogna introdurre ottimo carburante.

Che cos’è un nutriente?

In primo luogo è bene definire il concetto di nutriente: ovvero una qualsiasi sostanza contenuta in un alimento che sia capace di rispondere alle esigenze fisiologiche, metaboliche ed energetiche di un soggetto.
Ma quali sono i nutrienti fondamentali che vanno a costituire il nostro fabbisogno giornaliero?
A seconda delle porzioni in termini quantitativi possono essere distinti: Macronutrienti e Micronutrienti:

Macronutrienti: carboidrati, lipidi e proteine, ovvero le sostanze da introdurre in elevate quantità;

Micronutrienti: molecole da introdurre in minori quantità, quali vitamine e sali minerali.

Discorso a parte per acqua ed etanolo (alcol): la prima pur avendo potere calorico nullo, può rientrare nel gruppo dei macronutrienti visto l’elevato fabbisogno e l’importanza in termini “strutturali” (l’uomo è costituito per due terzi del suo peso da acqua!); mentre l’alcol etilico pur avendo potere calorico, non è da considerarsi un nutriente in quanto non presenta finalità funzionali e metaboliche specifiche.
Senza nulla togliere in termini di importanza a vitamine e minerali, vorrei focalizzare l’attenzione verso i macronutrienti, tralasciandone la natura chimica per evitare di dilungarci troppo.
Cerchiamo di chiarire quali sono le differenze tra essi in termini funzionali e come negli alimenti siano contenuti in maniera preponderante.

Carboidrati

Partendo dai carboidrati, conosciuti anche come glucidi o zuccheri, è bene considerare che a livello strutturare siano costituiti da unità ripetute, chiamate monosaccaridi, il cui esponente più abbondante in natura è il glucosio.
Il numero delle unità costituenti, quindi la lunghezza delle catena, conferisce a queste molecole funzioni e caratteristiche differenti classificandoli in zuccheri SEMPLICI e COMPLESSI.
Dal punto di vista funzionale, data l’abbondante presenza in natura, gli zuccheri, rappresentano la principale fonte energetica per in nostro metabolismo, difatti il glucosio rappresenta il “combustibile” per eccellenza di tutte le cellule del nostro organismo, e in maniera secondaria può essere accumulato fungendo da riserva andando a depositarsi in organi specifici sotto forma di glicogeno epatico e muscolare (quest’ultimo indispensabile durante le perfomance aerobiche).

Lipidi (o grassi)

Continuando in maniera sintetica, in merito ai lipidi (comunemente definiti grassi) possiamo dire che sono rappresentati da un gruppo eterogeneo di molecole, caratterizzate dalla loro insolubilità in acqua.
Rilevanti per l’alimentazione dell’uomo è bene considerare alcuni costituenti come ad esempio gli acidi grassi, trigliceridi, fosfolipidi e colesterolo.
Questi nutrienti pur accomunati nello stesso macrogruppo svolgono funzioni fisiologiche fondamentali dal punto di vista strutturale, inoltre va sottolineata la funzione di riserva e di accumulo, il quale costituisce si un serbatoio energetico da cui attingere in situazione di scarsità di cibo, ma che, come riporta la letteratura scientifica, rappresenta un vero e proprio organo deputato alla sintesi di ormoni che controllano il bilancio energetico, il controllo del peso e la sazietà (adipochine).

Proteine

In ultimo, e non per importanza, definiamo le proteine.
Strutturalmente queste macromolecole complesse sono costituite dall’unione di unità fondamentali chiamate aminoacidi, la cui assunzione potrà essere esclusivamente per mezzo della dieta, i quali non possono essere prodotti dal nostro organismo, e li chiameremo essenziali, mentre taluni possono essere prodotti in maniera autonoma dal nostro metabolismo, risultando quindi non essenziali.
A livello funzionale le proteine, più precisamente gli aminoacidi ottenuti dalla loro scissione, svolgono diverse funzioni tra le quali il mantenimento del normale turnover cellulare, sostenendo la sintesi proteica contrastando il catabolismo, oppure partecipando ad esempio alla sintesi delle catecolammine (adrenalina ecc.), della creatina e della carnitina, oltre che partecipare al metabolismo energetico, in situazioni di necessità (deplezione di zuccheri).

Ma veniamo agli alimenti!

Gli animenti si dividono in 7 gruppi principali

Dal momento in cui si vuole intraprendere una dieta equilibrata, è bene andare a ripartire durante i vari pasti il giusto apporto di nutrienti, sulla base dei bisogni soggettivi, orari dei pasti, sedute di allenamento e il tipo di obiettivi (dimagrimento, ipertrofia, forza ecc).

A questo proposito società scientifiche italiane, come la SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana), hanno suddiviso gli alimenti in sette gruppi allo scopo appunto di promuovere la conoscenza e guidare i consumatori in una scelta più consapevole.

Gruppo I: Carne, Pesce e Uova, caratterizzati da un elevata percentuale di proteine ad alto valore biologico, ma anche elevato apporto di colesterolo e grassi saturi;

Gruppo II: Latte e derivati, anch’essi caratterizzati da un rilevante apporto di proteine ad alto valore biologico come di colesterolo e grassi saturi;

Gruppo III: Cereali e Derivati, Tuberi, ovvero tutti i prodotti derivati da cereali integri o farine e tuberi (come patate, carote ecc.) i quali, forniscono principalmente zuccheri complessi sotto forma di amido;

Gruppo IV: Legumi, comprensivo di prodotti di origine vegetale quali fagioli, ceci, piselli, soia ecc. contenenti sia proteine di valore biologico medio sia amido, ma in quantità minori rispetto ad un cereale;

Gruppo V: Grassi e oli, costituiti principalmente da lipidi e sostanze grasse come tutti gli oli vegetali, semi, burro e grassi animali;

Gruppo VI e VII: rispettivamente Ortaggi e Frutta, che si caratterizzano per un elevato apporto d’acqua, fibra, vitamine (principalmente fonti di vit. C ed A) e zuccheri semplici tipici della frutta, come fruttosio, saccarosio.

Quindi come scegliere cosa magiare?

Quindi al fine di mantenere un corretto stile alimentare che sia in grado di soddisfare al meglio le necessità quotidiane, è indispensabile individuare l’effettivo fabbisogno di ciascun individuo in quanto un pasto, seppur ricco in termini nutritivi, potrebbe risultare non sufficiente per un soggetto o troppo elevato per un altro. Un esempio pratico: mangiare delle uova, ricche come detto, in proteine ad alto valore biologico, potrebbe risultare indubbiamente vantaggioso per un soggetto che si allena in sala attrezzi o in un giovane in accrescimento, ma poco determinante andando ad eccedere circa il fabbisogno giornaliero in un adulto sedentario che non pratica nessun tipo di attività.

Ciò è vero per le proteine, per i carboidrati e per i lipidi, la chiave sta nel comprendere il giusto quantitativo di ciascuno e il momento più adatto per introdurli e ripartirli durante la giornata, aspetti da considerare sempre in contesto di dieta più possibilmente variata.

D’altronde citando qualcuno ben più saggio di me: “Se si riuscisse a dare a ciascuno la giusta dose di nutrimento ed esercizio fisico avremmo trovato la strada per la salute” (Ippocrate).

Dott. Lucio Piermarini Biologo Nutrizionista.

Lasciaci i tuoi dati per una settimana gratuita




Ho letto l'informativa sulla privacy e acconsento al trattamento dei miei dati personali tramite il form dei contatti *

 

Your browser is out of date. It has security vulnerabilities and may not display all features on this site and other sites.

Please update your browser using one of modern browsers (Google Chrome, Opera, Firefox, IE 10).

X