Utilizzare la musica durante l’allenamento. Cosa cambia?

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Quante volte abbiamo la sensazione che una canzone ci dia la carica?

In macchina, in discoteca o mentre facciamo la spesa…
La musica ha sicuramente un certo effetto su di noi, ma cosa accade durante l’allenamento?
Beh, vi assicuro che fa la differenza!

Cambiano le sensazioni, l’energia e la percezione di quello che succede intorno a noi.

Come per tutte le “sensazioni” o le credenze popolari, dopo un po’ di tempo c’è sempre un team di scienziati ad approfondire e chiarire gli aspetti.
In questo caso, un gruppo di scienziati della Brunel University di Londra hanno testato gli effetti della musica con uno studio pubblicato sulla rivista International Journal of Psychophysiology.
L’esperimento è stato semplice: hanno fatto allenare un gruppo di volontari mentre ascoltavano la loro canzone preferita ed hanno visto che veniva stimolata una regione del cervello associata all’abbassamento della percezione della fatica.
Ma non solo! Udite udite, cambia anche la percezione del tempo. Gli atleti (non avendo a disposizione orologi) hanno valutato che l’allenamento fosse durato il 20% in meno della realtà.

Erano stati fatti altri studi in precedenza, ma quest’ultimo si è spinto oltre valutando anche l’influenza della velocità della musica. I brani che vanno dai 120 ai 140 battiti per minuto sono ideali per attività intense. E’ come se la frequenza cardiaca cercasse di sincronizzarsi con quella della musica. Di conseguenza i ritmi più lenti sono più adatti a fasi di defaticamento o stretching.

I seguenti 5 punti chiave riassumono il perché ed il come la musica riesca ad influenzare le performance:

1) DISSOCIAZIONE
La musica può dissociare la nostra mente dal nostro corpo in modo considerevole creando un effetto “anestetico” contro la fatica e lo sforzo.

2) CONTROLLO DELL’ECCITAZIONE
La musica prima e durante la performance ha un ruolo stimolante o calmante, infatti vediamo sempre più spesso atleti che si isolano con le cuffie prima della gara per raggiungere la massima concentrazione.

3) SINCRONIZZAZIONE
Il nostro corpo tende spontaneamente a seguire il tempo di un battito ripetuto, per questo in attività ripetitive come nuoto, bici o corsa si dice che riuscire a trovare “il ritmo” è il fattore fondamentale per una lunga performance.

4) ACQUISIZIONE DI ABILITA’ MOTORIE
In particolare nei bambini, muoversi con la musica migliora l’apprendimento e ci rende in grado di scoprire nuovi schemi motori.

5)  AIUTA IL RAGGIUNGIMENTO DELLA TRANCE AGONISTICA
La “trance agonistica” è uno stato di concentrazione assoluta dove tutto sembra fluire senza sforzo e si percepiscono sensazioni di euforia e potenza.

La musica aiuta l’atleta ad entrare in questo stato nel quale si riesce a compiere azioni extra-ordinarie senza rendersene conto.

Tutto ciò può avere un effetto collaterale?
Diciamo di si, come tutte le cose che alleviano le nostre “sofferenze” c’è il rischio di diventarne dipendenti e con il tempo potremmo non essere più in grado di compiere uno sforzo fisico senza l’ausilio di uno stimolo uditivo.
Gli effetti di questo fenomeno sono talmente importanti e riconosciuti che da tempo è vietato l’utilizzo di dispositivi auricolari durante le maratone ufficiali dove la musica è definita a tutti gli effetti doping.
(La prima volta accadde alla maratona di New York del 2007)

Torniamo a noi, per il mondo del fitness la conseguenza è stata logica e immediata: i corsi musicali sono esplosi nelle palestre, dove un impianto audio potente e una selezione musicale adatta sono la chiave del successo.
Zumba, Les Mills e tante altre federazioni sfruttano al massimo questo fenomeno spingendosi oltre, al punto di strutturare lezioni in cui i movimenti si incastrano perfettamente con i bpm e le variazioni della musica.

Sono quasi 10 anni che sono all’EXE e mi occupo di corsi musicali da sempre. Sono la mia passione e per questo mi sento di individuare il mio fattore X per ottimizzare ancora di più le sessioni di allenamento.
Abbiamo visto come la musica influenza il nostro cervello, ma c’è un fattore che cambia da persona a persona, la scelta musicale.
La scienza non ci può dire quali siano i brani migliori per noi, quindi il mio consiglio è quello di provare e sperimentare, capire che ogni attività può essere ottimizzata se si sceglie il brano giusto in base alle emozioni che evoca.

Mauro D’Angelo

 

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